In copertina: Austin Reaves e Malik Beasley (Rohan Ali, Lakers e Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)

Brutta partita, poca convinzione e qualche prestazione sottotono è ciò quello che rimane della partita dei Los Angeles Lakers contro gli Orlando Magic, ovviamente accanto ad una W che, per quanto potesse risultare scontata, è fondamentale per rimanere attaccati al treno di chi vuole esserci nella post-season.

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In una partita dura ed equilibrata Austin Reaves ci ha trascinato alla vittoria contando principalmente su uno scudiero Samurai che non ha mostrato paura e che lentamente sta dando un senso a questa sua parentesi gialloviola.

🔝 MVL

Most Valuable Lakers: Austin Reaves!

«Austin è la più grande certezza dei Lakers in questo momento.» (quasi-cit. Stuani)

Mi piace esagerare un concetto espresso da Giuseppe nel podcast: i Lakers si sono rivolti a Reaves in questo momento difficile e la risposta è stata pronta, decisa e rassicurante.

Il numero 15 gialloviola sta mostrando in campo una maturità ed una attenzione al dettaglio che mi hanno fatto palpitare.

Dei numeri per cercare di rendere un’idea della stagione dell’ex Sooners li avevo già riportati poche partite fa, ma non credo di essere riuscito a dare un’idea di quanto crafty sia diventato nell’ultimo mese il giovanotto.

Accelera, frena, accelera…

Nella clip si può osservare il trick di HBK che più mi sta esaltando: gira l’angolo sul blocco ed il difensore si aspetta un’accelerata per sfruttare lo spazio lasciato dalla difesa drop. Qui scatta la magia: decelerazione improvvisa e difensore ormai in trappola: è tardi per frenare ed Austin sta già raccogliendo per tirare. Ginobili vibes.

La gestione del pick-and-roll è dove si sono visti i miglioramenti più rilevanti, non solo in termini di scoring, come già abbiamo mostrato altre volte, ma soprattutto per la fiducia che ha nelle situazioni ad alta pressione.

Allargare la visuale su un blitz non è una cosa difficile se sei abituato a farlo. Non è il caso di Austin, che però da novizio nel fondamentale sta facendo benissimo.

Hachimura lavora bene nello spazio ed aiuta Reaves creando una linea di passaggio, ma è nella gestione del palleggio in arretramento per vedere più campo che si può notare il salto di qualità.

Tra comparison audaci e i primi rumors sul potenziale contratto, ci si inizia a domandare dove Austin possa arrivare. Non è una domanda semplice a cui rispondere.

Nel breve termine Reaves deve continuare a studiare il gioco ed allargare il suo bagaglio di mosse, perché è così ha raggiunto questo livello di gioco e nella stessa direzione deve andare per toccare vette dove neanche i più ottimisti si spingono oggi.

🇯🇵 Samurai Dimension

Abbiamo parlato spesso di Rui Hachimura in termini non esaltanti.

Il giapponese è stato provato in diverse situazioni e combinazioni di quintetti, ma la sensazione che non abbia un buon fit con il contesto rimane e lascia perplessi. Qualcosa però è cambiato nelle ultime settimane.

Il minutaggio dell’ex Wizards è leggermente sceso, ma sta trovando posto in gruppi strategici ed in particolare sta dando una grossa mano quando il nostro attacco si paralizza.

Rui ha una go-to move nella quale sa di potersi rifugiare, che però è allo stesso tempo il limite per il quale non riesce ad esplodere in attacco: il pullup.

La forza nella parte alta del corpo lo aiuta a gestire contatti o tentativi di disturbo e gli permette di mettere con discreta costanza tiri che in generale non sarebbero esattamente positivi. Il 47% dal mid-range e l’81%ile in tiri che non fanno parte della right way della pallacanestro attuale.

Spallata, separazione, jumper. Bravo Rui.

Palleggio forte, colpo all’avversario per creare separazione e jumper scoccato con poca “parabola”, quindi con meno possibilità di entrare se non perfetto.

Più volte abbiamo detto come avere giocatori che mettono pressione al ferro e che facciano canestro da tre sia fondamentale, ma è importante anche avere un paio di giocatori che sappiano fare canestro in quelle zone meno presidiate dalle difese avversarie come il mid-range.

Hachimura porta in dote qualcosa che i suoi compagni non hanno e che serve alla squadra per variare in un attacco che orfano di LeBron James fa sempre più fatica.

⚔️ Dogfight

Il termine dogfight mi ha sempre affascinato.

Solitamente, si indica con questa parole un “combattimento” tra due contendenti molto vicini nel livello. Spesso nella NBA viene usato questo termine anche per indicare match particolarmente tirati e che si decidono per dettagli, anche se magari le due realtà non sono cosi vicine come la semantica della parola imporrebbe.

I Lakers devono avere in testa che le prossime dieci partite saranno, per l’appunto, dogfight.

Contro i Magic, al netto del break iniziale dove i Lakers hanno toccato il +16, è stata una discreta battaglia. La classica partita brutta che però sai di dover vincere e che quindi ti spaventa.

Fino alla fine della regular season i Lakers affronteranno praticamente sempre squadre che hanno qualcosa da giocarsi. La speranza è che la voglia, la concentrazione e la capacità di lasciarsi indietro errori e sconfitte, che arriveranno sicuramente, prendano il sopravvento su un pelo di paura che contro Orlando era visibile.

Pronti alle svariate dogfight che ci aspettano?

❌ Lakers vs Magic: i Minus

In una vittoria spesso si fa fatica a definire i bordi del buono e del cattivo che si vede in campo. Per me, invece, contro i Magic il reparto guardie – ad esclusione di Reaves – ha faticato e non poco.

❗️ X Factor

Malik Beasley è arrivato a Los Angeles con l’obiettivo di essere lo spauracchio delle squadre avversarie sui drive and kick delle nostre guardie. Non sta andando proprio cosi.

Da quando è ad L.A. l’ex Jazz sta tirando con il 34% da tre su un volume abbastanza alto (8 triple a partita). Se da un lato il numero non è dei più brutti che abbiamo visto quest’anno, dall’altro ci si aspettava decisamente di più.

Il tiro che non entra sta creando un discreto bias sulle performance di Malik, che in difesa ed in altre situazioni di tiro – 91% al ferro – a mio modo di vedere sta facendo vedere buone cose. Ma lo slump è evidente e preoccupante.

La ricerca del ritmo per un tiratore è un mistero irrisolvibile per noi comuni mortali, ma in queste ultime dieci partite abbiamo bisogno di un Beasley pronto, reattivo e che metta ‘sti benedetti canestri da tre punti. In particolare nei suoi stint con lo starting five, altrimenti non ci potremmo più permettere di avere un quintetto iniziale con Vanderbilt e Davis.

😵‍ Unbalanced

Dall’esplosione di Reaves emerge una chiara necessità di Ham: togliere in alcuni momenti la palla dalle mani di Dennis Schröder e D’Angelo Russell.

Se da un lato le accelerazioni di Dennis e la capacità di Russell di giocare 1-vs-1 sfruttando il mid-range servono, è evidente, a mio modo di vedere, che entrambi non siano riusciti ad incidere in queste situazioni nelle ultime partite.

Hero ball.

Nel clutch DLo sta tirando il 20% dal campo ed il 25% da tre e non è neanche il più grande dei problemi.

Abbiamo visto in diverse gare un Russell “connettivo” nei primi quarti, come in questo caso:

Questo spazio è stato disponibile praticamente per tutta la partita, Davis ha ricevuto un solo pallone di questo tipo.

Tuttavia, nei quarti periodi l’ex Timberwolves ha spesso provato a fare l’eroe, tentando di sopperire all’assenza di LeBron gestendo il pallone e prendendosi la responsabilità di provare a chiudere le partite. Non sta andando bene.

Per Schröder la problematica è diversa.

The Menace sta tirando il 51% nel clutch e sta mettendo tantissimi canestri importanti ma, per quello che riesco a vedere io, fin’ora non è stato in grado ad essere efficace per i compagni quanto lo è per se stesso.

Contro i Magic questa magia nel clutch del tedesco è decisamente scomparsa, non farà infatti nessun canestro dal campo nel terzo e nel quarto periodo.

L’energia, il cambio di ritmo e la tendenza dei Lakers a spingere in campo aperto lo rendono comunque molto importante. Ma per una point guard la gestione del pallone sarà sempre l’elemento che farà la differenza nella valutazione, ed al momento Dennis non sta facendo bene.

Il comune denominatore delle prestazione dei nostri lead ball handler per ora è l’incapacità di trovare spazi e tempi per servire Davis specie alla fine delle partite.

Sia chiaro, AD non sta aiutando ma il nostro duo di guardie sta cercando molto poco il lungo gialloviola come punto di uscita, specie del pick-and-roll, ma lo sta usando più come esca per liberare il jumper. A lungo andare questa mossa finirà negli scout degli avversari e l’efficienza dei due si abbasserà.

Le mie aspettative erano diverse e ovviamente la mancanza di LeBron implica un “over-usage” di Russell e Schröder ma se entrambi vogliono rimanere con questa casacca per me prima di dimostrare di essere funambolici in transizione o letali sul pullup devono mostrare di saper capitalizzare la principale arma offensiva dei Lakers: Anthony Davis.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (3:00 🇮🇹) tra Mercoledì 22 e Giovedì 23 Marzo per affrontare i Phoenix Suns alla crypto.com Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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