In copertina: Troy Brown Jr., Wenyen Gabriel e Patrick Williams nel corso della gara tra Lakers e Bulls. (Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images e Gary A. Vasquez, USA TODAY Sports)

I Lakers avevano una grande opportunità di portare a quattro la striscia di vittorie consecutive ed iniziare il road trip in piena fiducia. Invece è arrivata una sconfitta per certi versi sorprendente, ma per me comprensibile per una serie di fattori che proverò ad evidenziare in questa sede.

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Nonostante una brutta battuta d’arresto ci sono comunque un paio di elementi che ci devono far rimanere ottimisti per l’ultima parte di stagione.

🔙 Il rientro di LeBron James

Personalmente credevo che la partita più plausibile per il ritorno in campo di LeBron James potesse essere quella di Chicago, la seconda della mini-serie contro i Bulls. Il Prescelto, invece, ha deciso di affrettare i tempi, regalando ai tifosi gialloviola un rientro tanto inaspettato quanto plateale.

Probabilmente LeBron e lo staff dei Lakers hanno ritenuto che questo potesse essere il match giusto per riprendere confidenza con il campo da gioco e provare a dare un boost emotivo alla squadra dopo le fatiche dei giorni precedenti. Così non è stato.

La prestazione di James è stata però tutto sommato sufficiente, se pensiamo che è stato lontano dal parquet per ben quattro settimane.

Non a caso l’ex giocatore di Cavs e Heat, che per l’occasione è partito addirittura dalla panchina (seconda volta in carriera), chiuderà con un Plus/Minus di +4, segno che il suo impatto sulla partita è stato comunque positivo.

Dopo un inizio prevedibilmente timido e arrugginito (3 palle perse nel primo tempo), LeBron è riuscito ad aumentare i giri attaccando con buona frequenza il ferro. Ormai appare evidente come James non abbia più l’agilità per essere un ball handler efficiente in situazioni di pick-and-roll, per questo i Lakers stanno cercando di farlo giocare maggiormente come bloccante o di dargli la palla in post.

Cross screen di Reaves per provocare un cambio, James riesce a portare dentro il canestro un mastino come Caruso nonostante abbia ricevuto la palla parecchio lontano dal ferro.

Sicuramente siamo ancora distanti dal LeBron dei mesi di dicembre e gennaio, ma alcuni drive a canestro e gli otto liberi guadagnati mi fanno pensare che il piede destro sia effettivamente guarito.

Questo cambio di passo in transizione è un bel segnale.

Se vogliono fare una run nelle ultime sette partite, i Lakers hanno bisogno di un James in piena forma. La speranza è che questi giorni che ci separano dal match di Los Angeles a quello di Chicago gli servano per essere pronto in vista dell’ultimo stretch di partite di regular season.

🆙 Steady Brown

I Lakers hanno giocato una partita ampiamente negativa, dal primo all’ultimo minuto. Difficile salvare qualcuno, ma Troy Brown Jr. è stato probabilmente uno dei pochi che si è fatto trovare pronto.

Non è un caso che proprio l’ex giocatore degli Wizards sia stato il top scorer della squadra nel primo tempo con 15 punti. Bene per Brown Jr., male per i Lakers…

Primo possesso del match e Ham disegna un bellissimo schema per mandare al tiro Brown Jr.

In una serata negativa al tiro per tutti i gialloviola, Troy è uno dei pochi ad essere puntuale dalla lunga distanza (4//7), confermando la crescita nel fondamentale. Negli ultimi venticinque incontri infatti sta tirando con il 42% da tre su circa 5 tentativi a partita, assestandosi come il miglior tiratore della squadra (numeri alla mano).

La partita di Brown Jr. è stata positiva anche nella metà campo difensiva, dove è sembrato per distacco il più attivo e il più presente. Emblematica in tal senso la doppia stoppata arrivata nel momento di massimo sforzo dei Lakers per rientrare in partita.

Un effort non ripagato dalla fortuna.

❌ Lakers vs Bulls: i Minus

La sezione dei minus dovrebbe essere molto lunga, ma oggi vogliamo essere buoni anche se siamo molto più vicini a Pasqua che a Natale.

😵‍ Le rotazioni cervellotiche

Nelle ultime partite Darvin Ham sembrava avesse trovato i giusti equilibri con i quintetti e le rotazioni. La scelta di inserire Reaves nello starting five, ad esempio, si era rivelata azzeccata nonostante molti, compreso il sottoscritto, pensavano potesse creare degli scompensi.

Nel match contro i Bulls, invece, il coaching staff dei Lakers ha fatto tanta confusione, non riuscendo a trovare neanche per un minuto le combinazioni giuste. Probabilmente il rientro inaspettato di James, per giunta partendo dalla panchina, ha scombinato i piani di Ham, che è stato costretto a prendere scelte difficili e a ricomporre il puzzle che aveva terminato con fatica giusto qualche giorno fa.

La vittima eccellente è stata Rui Hachimura, escluso dalle rotazioni per far posto a Walker. Come ha spiegato Luca nel podcast, probabilmente Ham è andato in questa direzione per ragioni di “spogliatoio” prima ancora che di campo. Non era facile, infatti, rispedire in panchina l’ex giocatore degli Spurs dopo l’ottima partita contro i Thunder, né sarebbe stato semplice togliere minuti a Gabriel dopo le ultime recenti prestazioni.

Ham ha deciso allora di andare small, provando a matcharsi con la strutturazione piccola dei Bulls e a dare un ulteriore sfogo al nostro attacco contro la pressione di Caruso, Beverley, Dosumnu e White. Missione miseramente fallita.

Siamo sicuri che Williams avrebbe segnato questo canestro in faccia ad Hachimura?

I Lakers hanno preso il primo vero parziale all’inizio del secondo quarto, quando non c’erano in campo né Davis né James. Probabilmente LeBron non aveva ancora le gambe per giocare stretch di partita prolungati quindi, anche per questo, Ham è stato “costretto” a schierare un quintetto senza le due star.

L’errore però è stato andare con una lineup con Beasley e Walker. Se entrambi sono in giornata no al tiro rischi di pagarli in maniera eccessiva nella metà campo difensiva. E così è stato.

♊️ Twins

Tra i peggiori in campo ci sono sicuramente i due compagni/compari di frontcourt, protagonisti in negativo nel secondo quarto (e non solo). Parlo ovviamente di Wenyen Gabriel e Jarred Vanderbilt. Purtroppo stiamo scoprendo, a nostre spese, gli enormi limiti di Vando nella metà campo offensiva. Sapevamo fosse un giocatore sprovvisto di qualsiasi forma di jumper, mentre è un po’ sorprendente vederlo sbagliare layup a profusione, come un Drummond qualsiasi…

Un giocatore così limitato offensivamente può stare in campo solo se difensivamente riesce a fornire il suo solito contributo di energia e atletismo. Quando viene a mancare anche questo, come nella serata contro i Bulls, Vanderbilt diventa un minus troppo grande per tutta la squadra. Ecco spiegato, allora, il clamoroso -27 di Plus/Minus, nettamente il peggiore di squadra.

Discorso simile per Gabriel, che domenica sera ha straperso il confronto diretto con Drummond ed è riuscito a compiere un’impresa più unica rara: avere un Plus/Minus di -19 in soli 8 minuti di gioco. Per ragioni di natura fisica il prodotto di Kentucky faticherà sempre a tenere botta con giocatori della struttura di The Big Penguin. Per questo Ham avrebbe dovuto dargli una mano aggiungendo size nel frontcourt, invece di toglierla.

No match.

🤬 Il festival delle palle perse

Al netto degli errori del coaching staff, credo che i Lakers avrebbero comunque perso la partita per il tipo di approccio che hanno avuto e per la difficoltà riscontrata nell’eseguire contro la ball pressure dei Bulls.

Emblematiche in tal senso le 18 palle perse che hanno generato ben 34 punti di Chicago. Le ragioni tecniche della sconfitta vanno ricercate, a mio avviso, proprio nell’incapacità della squadra di creare tiri semplici e trovare dei rimedi alla consueta pressione a tutto campo di Caruso e Beverley.

Chi ha sofferto particolarmente le caratteristiche difensive delle guardie dei Bulls è stato Austin Reaves. Il prodotto di Oklahoma, infatti, ha commesso ben 5 palle perse, mai così tante in tutta la stagione.

Caruso mette le mani addosso a Reaves e gli fa prendere una scelta non da lui.
Mai scoprire la palla contro un vecchio volpone come Beverley.

Reaves era stato uno dei migliori nel primo quarto. La sua prestazione, però, ha avuto un netto calo con il passare della partita, con un picco negativo all’inizio del secondo tempo, quando i Bulls hanno piazzato l’affondo decisivo.

Dopo essere riusciti, infatti, a chiudere miracolosamente il primo tempo sotto di 8, i Lakers avevano l’opportunità di rientrare pienamente in partita e giocarsela poi nel finale. Invece l‘approccio all’inizio del terzo quarto è stato semplicemente inaccettabile, con un parziale di 9-0 in due minuti che ha di fatto chiuso la gara.

Anche nell’ultimo quarto, quando la squadra di Ham ha provato un ultimo assalto disperato, ha dovuto poi alzare bandiera bianca a causa di una serie di turnover banali, specie in transizione.

Caruso è uno dei migliori difensori in transizione della lega ed eccelle soprattutto quando deve sacrificare il proprio corpo per negare un canestro facile in contropiede.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (2:00 🇮🇹) tra Mercoledì 29 e Giovedì 30 Marzo per affrontare i Chicago Bulls allo United Center.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

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