Le indiscrezioni si rincorrono, ma LeBron James continua a comportarsi da elemento chiave dei Los Angeles Lakers. Al Thomas & Mack Center di Las Vegas, prima della gara contro i Clippers, ha stretto la mano a Rob Pelinka, scherzato con JJ Redick, parlato di golf con Austin Reaves e posato per alcune foto con i nuovi arrivi Jake LaRavia e Deandre Ayton. Tutto nella norma per un veterano gialloviola.
Eppure, sugli spalti popolati da scout e dirigenti NBA, continuavano a rimbalzare speculazioni su una possibile separazione tra James e la franchigia californiana. Nei giorni scorsi, Ramona Shelburne e Brian Windhorst hanno firmato un lungo approfondimento (leggi i punti salienti dell’articolo) sulla transizione da LeBron a Luka Dončić.
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🏀 LeBron James presente al training camp
Sul futuro del quattro volte MVP hanno scritto anche Sam Amick, Joe Vardon, Christian Clark e Dan Woike. Stando a quanto riportato dagli insider di The Athletic, tuttavia, non ci sono mai stati colloqui tra le parti riguardo a una trade o a un buyout.
Secondo fonti interne alla lega e alla squadra, sia i Lakers che le persone vicine al miglior realizzatore di tutti i tempi dell’NBA si aspettano che LeBron James sia regolarmente presente al training camp in autunno. Nelle otto stagioni consecutive trascorse con la stessa franchigia – un record personale – James non ha mai manifestato l’intenzione di andarsene, né chi lo rappresenta ha accennato a una possibile richiesta di uscita dal contratto.
Le speculazioni si sono intensificate lo scorso mese, quando Rich Paul ha dichiarato che LeBron sa che i Lakers stanno costruendo per il futuro, e vuole anche competere per il titolo (leggi le dichiarazioni del CEO di Klutch Sports).
Una frase che ha scatenato l’effetto domino, nonostante il numero 23 avesse appena esercitato la sua player option da 52.6 milioni di dollari per restare in California. Ma, secondo fonti della lega, Paul aveva già pronunciato parole simili in passato, sia ai tempi dei Cavs che con gli stessi Lakers, quando si trattava di negoziare nuovi contratti.
💵 I vincoli del Salary Cap
Le regole del salary cap, la struttura attuale del roster losangelino e la fase della carriera di James rappresentano ostacoli concreti a una sua eventuale uscita anticipata.
Uno dei potenziali scenari più citati riguarda un ritorno a Cleveland. Ma i Cavs sono sopra il secondo apron, con uno dei monti salari più alti della lega, e non hanno giocatori in grado di pareggiare l’ammontare del contratto di LeBron. Le regole NBA vietano ai Cavaliers di aggregare stipendi nelle trade. L’unico modo realistico per tornare in Ohio sarebbe stato rinunciare alla player option e firmare un contratto al minimo salariale, ipotesi mai presa in considerazione.
Anche l’idea di un buyout presenta numerosi ostacoli regolamentari: se avvenisse prima del training camp, James sarebbe libero di firmare con i Cavaliers. Se avvenisse a stagione in corso, le regole impedirebbero a Cleveland di tesserarlo.
In ogni caso, i Lakers non avrebbero alcun vantaggio nel tagliare il contratto di James, considerando che puntano ancora a essere competitivi e stanno costruendo un roster attorno a Luka Dončić, nuovo volto della franchigia.
🪢 Il nodo salariale e le opzioni sul mercato
Anche una possibile trade presenta forti criticità. Il contratto di James scadrà nell’estate 2026, liberando spazio salariale prezioso. In caso di scambio per un giocatore con contratto pluriennale, i Lakers si troverebbero nella condizione opposta: Jimmy Butler, ipotesi ventilata dai media, ha un contratto fino al 2027 da quasi 57 milioni. Karl-Anthony Towns è sotto contratto per altri tre anni, a oltre 170 milioni complessivi.
Le alternative non convincono: per imbastire una trade, i Dallas Mavericks dovrebbero cedere troppi giocatori. Inoltre, LeBron dispone di una no-trade clause, che gli permette di rifiutare qualsiasi destinazione non gradita.
Un’altra variabile in gioco è l’estensione contrattuale di Dončić, che sarà eleggibile a partire dal 2 agosto (leggi il commento di MacMahon e Windhorst sul contratto di Luka). La priorità assoluta della dirigenza rimane blindare lo sloveno a lungo termine, mantenendo al contempo flessibilità salariale.
🔍 Roster da completare e focus su Bronny
I Lakers potrebbero creare uno spot liberando Shake Milton, e secondo fonti interne stanno cercando di migliorare la difesa sul punto d’attacco. L’arrivo di Deandre Ayton, però, ha già colmato un buco importante: quello nel ruolo di centro, una delle lacune più evidenti nella serie persa contro i Timberwolves al primo turno.
Nel frattempo, James si sta godendo l’estate tra riabilitazione al ginocchio sinistro, golf, amici ad Akron e una visita a Bad Bunny in Porto Rico. A Las Vegas ha seguito da vicino due partite di Summer League, assistendo da bordocampo con moglie e figlia. Tra i giocatori osservati da vicino, ovviamente, c’era Bronny James, sotto contratto con i Lakers per altre tre stagioni.
Alla fine della scorsa stagione, LeBron aveva definito quell’esperienza (leggi le parole del quattro volte MVP) il momento più importante della sua carriera: «Non c’è nemmeno paragone. Giocare a basket insieme a mio figlio per un anno intero è stato uno dei viaggi più gratificanti e soddisfacenti che abbia mai vissuto.»
🔝 LeBron James resta ai Lakers
Nonostante i rumors e i giochi di fantasia tra trade e buyout, una delle ragioni principali per restare a Los Angeles ha brillato in campo nelle ultime settimane. L’unione familiare, il progetto tecnico attorno a Luka e la gestione oculata del monte salari fanno pensare che — almeno per ora — LeBron James rimarrà un Laker.
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (3:00 🇮🇹) tra Giovedì 17 e Venerdì 18 Luglio per affrontare i Boston Celtics al Thomas & Mack Center di Las Vegas.
In copertina: LeBron James alla NBA 2K26 Summer League di Las Vegas, Nevada. (Credit: Allen Berezovsky, Getty Images)
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NBA & Lakers on the couch, minors & post on the court. 1987, Showtime!









