In copertina: Austin Reaves, Paul Reed and LeBron James, Philadelphia 76ers vs Los Angeles Lakers at Wells Fargo Center. (Tim Nwachukwu, Getty Images)

Non sono bastati ai Los Angeles Lakers 16 punti recuperati negli ultimi quattro minuti e 9 negli ultimi trenta secondi per avere la meglio dei Philadelphia 76ers. Evidentemente la sfida nella Città dell’Amore fraterno rappresenta un autentico tabù per i gialloviola, che hanno perso le ultime cinque partite disputate in Pennsylvania.

Tra le più “sfortunate” ricordiamo sicuramente quella chiusa con il game winner di Tobias Harris e quella odierna culminata con il libero sbagliato di AD al termine di una rimonta esaltante.

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La sconfitta fa male, soprattutto per come è arrivata. Dobbiamo, però, restare lucidi e analizzare in quali aspetti i Lakers sono migliorati nelle ultime settimane. La partita contro i Sixers, infatti, conferma alcuni trend intravisti di recente e ci può far guardare al futuro con uno sguardo meno scoraggiato.

⚙️ Resiliency

Non si può che partire dalla fine. I Lakers sono sotto di 16 e Ham decide di sostituire un opaco James probabilmente perché crede che la partita sia già finita. E invece da lì in poi i gialloviola iniziano lentamente ad erodere lo svantaggio accumulato grazie all’ancestrale superficialità dei 76ers e all’aggressività di Davis.

La squadra di Darvin Ham era stata brava ad andare subito in bonus all’inizio del quarto e questo le ha consentito di fermare spesso il cronometro nel finale. Sono dieci, infatti, i liberi tentati dai gialloviola negli ultimi 4 minuti, un autentico toccasana per chi ha bisogno di segnare canestri facili rapidamente.

Ma il vero X Factor della rimonta dei Lakers è stata la capacità di generare palle perse e segnare in transizione. Sono addirittura 6 le palle rubate in questo stretch (7 turnover dei Sixers) per un totale di 11 punti segnati direttamente dalla palla persa.

E qui meritano una menzione particolare le guardie gialloviola e in particolare Russell Westbrook. La strutturazione iper small della squadra, se da un lato manda tremendamente in sofferenza i Lakers contro squadre grosse e lunghe, dall’altro permette di essere scrappy come direbbero gli americani, ovvero particolarmente veloci e aggressivi per sopperire alla mancanza di chili sotto canestro.

Esempio di raddoppio “furbo” portato da Westbrook nell’overtime.

Proprio Russ è stato uno dei maggiori artefici della rimonta gialloviola negli ultimi minuti. La sua tendenza a cercare la rubata (spesso in maniera esagerata) ha pagato i suoi dividendi contro una squadra pigra come i 76ers.

Westbrook si accorge dello switch tra Beverley e James e allora molla il suo uomo intuendo che i Sixers rimetteranno la palla verso Embiid provando a sfruttare il mismatch con Pat Bev.

Questo tipo di intensità e di pressione sugli avversari è esattamente quello che chiede Ham alle sue guardie.

Tra i protagonisti del finale di gara, però, è impossibile non citare Anthony Davis. Ormai ci siamo talmente abituati a prestazioni mostruose che i 21 punti messi a segno nel solo quarto periodo ci sembrano normale amministrazione per lui. In realtà, disputare un quarto così dopo essere stato fuori dalla partita – sia mentalmente che fisicamente a causa dei problemi di falli – è rimarchevole.

Davis ha ritrovato l’agilità per fare questi movimenti da top assoluto della lega.

La maggior parte dei suoi punti (11 su 21) sono arrivati dalla lunetta come accaduto in diverse occasioni durante lo stretch delle ultime dieci partite. Peccato abbia sbagliato il libero più importante…

🎸 Big Austin

Dopo qualche gara negativa, Austin Reaves dimostra di avere una certa attrazione verso le partite in diretta nazionale, sfoderando il proprio season-high nel match del venerdì sera di ESPN.

Hillbilly Kobe è uno dei motivi principali per cui i Lakers sono riusciti tornare in partita dopo un primo quarto disastroso.

Reaves ha interpretato al meglio la zona messa in campo da Ham nel secondo quarto e che ha mandato in tilt l’attacco dei 76ers.

Il prodotto di Oklahoma si rende protagonista di una delle sue migliori prove stagionali al tiro (4/6 dalla lunga distanza), segnando anche una tripla pesantissima nei secondi conclusivi.

Clutch Reaves.

A corollario della sua performance da 25 punti ci sono poi le solite letture difensive e soprattutto offensive che consentono ai Lakers di essere complessivamente una squadra migliore con lui in campo (Reaves è detentore del secondo miglior on/off di squadra dopo Davis).

Quest’anno lo abbiamo visto poco come rollante nel pick-and-roll tra lui e James, ma può essere una soluzione interessante viste le sue capacità da passatore e la sua abilità nel concludere al ferro.

E visto che non si vuole far mancare mai nulla, HBK ha messo anche la ciliegina sulla torta con un highlight play alla Jason Williams.

Assist mancino dietro la schiena? Sì, avete visto bene.

❌ 76ers vs Lakers: i Minus

Non è bello perdere tre partite consecutive dopo che sembrava avessi svoltato. Ecco perché il finale beffardo contro i 76ers fa parecchio male e deve portare i Lakers a reagire subito.

📉 Game-overtime

Dopo aver sfiorato la vittoria nei tempi regolamentari con il doppio libero sbagliato da Reaves e Davis, i Lakers disputano un overtime semplicemente disastroso. Per più di tre minuti, infatti, non riescono a sbloccare il punteggio rendendo di fatto impossibile la seconda grande rimonta del match.

Il rendimento pessimo dei Lakers nel crunch time è ormai una costante in stagione. I gialloviola hanno infatti il terzultimo Net Rating della lega (-28) in situazioni clutch, un dato che deve allarmare Ham nel caso in cui i Lakers dovessero andare ai play-in o ai playoff.

A differenza di altre prestazioni recenti, vedasi quella contro i Pacers, i californiani hanno eseguito discretamente nel crunch time. I primi possessi in particolare sono ottimi tiri, sbagliati in maniera inspiegabile da James prima e da Westbrook poi.

LeBron non approfitta della dormita di Tucker per segnare i primi due punti dell’overtime.
Un giorno affronteremo la questione Russ-layup.

Queste due conclusioni a due passi dal ferro sono il vero swing moment della partita perché daranno ossigeno a dei 76ers ammaccati dopo quel finale dei tempi regolamentari.

C’è poi un altro fattore preoccupante: anche questa volta i Lakers non sono riusciti ad innescare Davis (solo un tiro tentato nell’overtime). Colpa di un attacco che si è accontentato del primo jumper disponibile e di una difesa, quella dei Sixers, molto brava a negare le ricezioni da rollante di AD mandando spesso l’aiuto in anticipo.

👎 No show James

Non più tardi di una settimana fa LeBron James aveva disputato la sua migliore partita stagionale, segnando una serie di canestri decisivi nel quarto periodo contro i Bucks.

Non possiamo dire lo stesso della sua gara contro i 76ers. LeBron inizia con uno 0/6 dal campo affondando nel primo quarto, insieme a tutti i Lakers, sotto i colpi di un inarrestabile Embiid. Da lì in poi, a causa dei problemi di falli di Davis e di un frontcourt inadeguato contro avversari di questo tipo, Ham lo mette in marcatura proprio su Embiid. Un compito arduo, ma mitigato dalla scelta dell’allenatore gialloviola di giocare a zona.

James fa un buon lavoro in questo ruolo, limitando le ricezioni di Joel, ma si perde troppo spesso nelle rotazioni e nei closeout aiutando Melton (8 triple segnate) ad entrare in ritmo.

Westbrook e James sono spesso protagonisti di highlight del genere.

Ma gli elementi che caratterizzano la serata negativa di LeBron sono soprattutto la “pigrizia” in transizione difensiva (non una novità) e la scarsa forza nelle gambe che ha contribuito a rendere inefficiente il suo jumper.

Non aveva voglia.

Quando il jumpshot non funziona è improbabile che questa versione di James possa essere anche solo lontanamente efficace. Nella partita contro i Sixers, non solo LeBron non ha avuto il sostegno del tiro da tre (1/8), ma anche i liberi lo hanno abbandonato (50% dalla linea della carità).

Sappiamo bene che i Lakers non possono più aspettarsi da James un contributo da top della lega ogni sera, ma per avere speranze di qualificarsi ai playoff devono quanto meno pretendere da lui una maggiore presenza mentale in partite contro le contender o presunte tali.

Le due palle perse consecutive di James a metà del quarto periodo sembrava avessero chiuso definitivamente la partita.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – alle 0:00 italiane – tra Domenica 12 e Lunedì 13 Dicembre per affrontare i Detroit Pistons alla Little Caesars Arena.

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Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

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