In copertina: una schiacciata di Jarred Vanderbilt nel corso della gara tra Golden State Warriors e Los Angeles Lakers al Chase Center (Jed Jacobsohn, AP Photo)

Prima partita e prima vittoria per i Los Angeles Lakers rinforzati dalla rivoluzione operata da Rob Pelinka. L’esordio di Beasley, Russell e Vanderbilt vede i gialloviola uscire vincenti dal Chase Center di San Francisco per 109 a 103 contro i Campioni NBA in carica.

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Il debutto degli ultimi arrivati e il ritrovato effort di squadra rappresentano le note liete per coach Ham. Inoltre, la vittoria permette ai gialloviola di non perdere troppo terreno dalla zona Play-In e mantenere vive le speranze di accedere alla post season.

🆙 Il talento del roster

Rispetto ad un mese fa, il roster dei Lakers gialloviola ha visto arrivare Hachimura, Russell, Beasley e Vanderbilt oltre ai rientri dagli infortuni di Walker IV e Reaves. Ad oggi, pare decisamente profondo. Al netto delle assenze di James e Curry, ovvero i rispettivi franchise player, guardando la partita la sensazione è che i Lakers avessero in campo più o perlomeno pari talento degli Warriors.

Questo non vuol dire che i nostri siano una squadra migliore, perché i ragazzi di Steve Kerr giocano insieme da anni e si completano alla perfezione, ma senza un roster di valore non si va da nessuna parte in NBA e finalmente la sensazione è che Darvin Ham abbia a disposizione molte armi per creare un gruppo vincente.

Jarred Vanderbilt è la sorpresa più lieta e conferma quanto di buono il nostro Stuani ha scritto su di lui nel pezzo di presentazione. Oltre a energia e versatilità in difesa, mostra ottima abilità nel condurre il pallone in contropiede e letture interessanti come passatore. La sua intesa con Austin Reaves sembra già elevata e la coppia può far innamorare molti tifosi.

From Austin to Vando: per me la più bella azione della partita.

D’Angelo Russell e Rui Hachimura non giocano una gara indimenticabile, ma alzano il tasso tecnico del roster e segnano canestri nell’allungo decisivo dell’ultimo quarto. La loro abilità di creare e realizzare tiri dal nulla può essere importantissima per una squadra che in stagione non è quasi mai riuscita ad essere efficace nei finali di partita.

Nel caos dell’attacco angeleno Russell è lucido e pesca Hachimura sul perimetro per la tripla dell’allungo decisivo.

All’appello manca Malik Beasley, in giornata negativa al tiro. Ma per l’allenatore dei Lakers è importante avere finalmente un giocatore in grado di prendere sei triple in pochi minuti e rappresentare una minaccia credibile per la difesa. I canestri arriveranno.

💪 Effort e difesa sugli esterni

Dopo le recenti sconfitte in cui la squadra era apparsa poco intensa, finalmente i gialloviola tornano a mettere concentrazione e cattiveria in difesa e la vittoria è frutto proprio di quanto buono fatto nella propria metà campo.

Gli Warriors chiudono la gara con 97.2 di Offensive Rating contro la media stagionale di 113.5. Recentemente due aspetti ci avevano allarmato, ovvero i rimbalzi offensivi e la difesa in contropiede. In entrambi i casi la risposta è positiva. Le seconde chance concesse sono solo 7, mentre in transizione per Cleaning the Glass i padroni di casa ottengono solo 1.04 punti per possesso, dato che rende sostenibili i 18 punti subiti.

Ma il vero segreto della prestazione difensiva risiede nel lavoro fatto dagli esterni per limitare il gioco lontano dal pallone di Klay Thompson e Jordan Poole. Schröder, Brown Jr. e Reaves a mio avviso giocano una partita di alto livello nell’inseguire sui blocchi e sui tagli le guardie di coach Kerr.

Troy Brown Jr. prima nega il pull-up sulla linea del tiro libero e quindi è bravo a inseguire Klay per contestare il tiro dopo l’handoff di Looney.

Il duo mette a referto 44 punti ma frutto di una prestazione al tiro inefficiente, chiudendo con 16/46 dal campo e 6/23 dall’arco. Ad eccezione della sfuriata di Poole ad inizio quarto periodo, in cui l’ex Michigan State segna 17 punti in meno di 6 minuti, gli esterni gialloviola riescono per tuta la partita a contestare i tiri e anche a lucrare qualche fallo in attacco sui blocchi irregolari di Green e compagni.

Reaves e Schröder sono perfetti contro il gioco a due di Poole e Klay.

🏆 Dennis Schröder

I riflettori prima della gara erano ovviamente sui nuovi innesti e su Anthony Davis, ma alla fine se devo assegnare il premio di MVP la scelta ricade su Dennis Schröder.

Il tedesco non solo fa il sopracitato sfiancante lavoro in difesa, ma è anche il top scorer gialloviola con 26 punti e soli 12 tiri. Nel primo tempo è l’unico che trova il canestro con continuità, mentre nel crunch time mette a referto 6 punti decisivi.

Game, Set and Match: firmato Dennis Schröder.

La sensazione è che le migliori partite stagionali i Lakers le abbiano disputate in concomitanza a ottime prestazioni di Dennis Schroder. Il suo rendimento sarà fondamentale per continuare a sperare di accedere alla post season.

❌ Warriors vs Lakers: i Minus

La partita dei gialloviola non è perfetta e non avrebbe potuto esserlo vista la quantità di volti nuovi a disposizione di coach Ham. Il rimpianto di non avere più gare a disposizione per valutare questa strutturazione del roster è la sensazione che più mi lascia l’amaro in bocca dopo la trasferta nella Baia.

⏳ Mancanza di chimica e tempo

In più di un’occasione durante la gara ci sono momenti in cui è evidente la mancanza di conoscenza reciproca tra i giocatori in campo. L’attacco sembra bloccarsi perché il giocatore con il pallone non riesce a leggere le intenzioni dei compagni e la conseguenza naturale è mancanza di fluidità.

In questa banale palla persa emerge la mancanza di timing nell’attacco.

Analogamente ci sono stati anche errori difensivi nati da incomprensioni tra vecchi e nuovi.

Vanderbilt, Beasley e Reaves non si intendono su chi debba prendere Poole in transizione.

Al termine della regular season mancano solo 25 partite e serve un autentico miracolo del coaching staff per trasformare il nuovo gruppo in una squadra. LeBron James e Mo Bamba inoltre sono prossimi al rientro, quindi Ham avrà l’arduo compito di mettere insieme una rotazione logica con 2 superstar assolute e 10 elementi meritevoli di minuti ma tutti con limiti individuali. Una situazione complicata per un allenatore di esperienza, un’autentica impresa per un rookie.

🩹 Anthony Davis

Giudicare le prestazioni di AD è sempre molto complesso e la sua presenza nei Minus non vuole essere una critica pesante verso il giocatore, ma sottolineare due aspetti relativi al fuoriclasse in maglia numero 3 che rappresentano delle enormi red flag da qui in avanti.

In primo luogo c’è la condizione fisica di Davis. Per chi legge solo il tabellino può apparire assurdo giudicare negativamente la prova difensiva di un atleta autore di 3 stoppate e 14 rimbalzi. Ma se escludiamo il grande finale di gara, AD è apparso giocare con il freno a mano tirato per oltre tre quarti di gioco. Il talento non è in discussione e non mi permetto di contestarne l’effort, la mia sensazione è che fosse consapevole di avere una riserva di energia limitata e di volerla conservare il più possibile. Non sempre però sarà sufficiente.

Il vero Anthony Davis si mangia Ty Jerome che cerca di attaccare il ferro.

Il secondo punto è la già citata intesa con i nuovi e la perdita di Russell Westbrook come partner nel pick-and-roll. Brodie sarà quel che sarà (cit), ma sa come servire il lungo nei pressi del ferro. In stagione AD riceveva dall’ex UCLA 2.2 assist a gara, più degli 1.7 di James e molto più degli 0.6 di Schröder. Contro gli Warriors il numero 3 dei Lakers chiude la gara con 5/19 dal campo e troppi possessi giocati in isolamento statico che lo hanno portato a concludere 3/11 nella restricted area.

Isolamento partendo da fermo contro Looney. Non il modo migliore per valorizzare Davis.

Non sempre gli avversari saranno scienziati della difesa come Looney e Green, così come non sempre ci sarà un metro arbitrale così permissivo. Tuttavia, per ottimizzare Davis è bene sperare che l’intesa con D’Angelo Russell in situazione di pick-and-roll nasca al più presto.

E a proposito di arbitraggio… Sulla chat di LakeShow ho letto critiche per alcuni fischi mancati su Davis. In linea di massima la valutazione ci sta, ma a mio avvisto il metro arbitrale – senza entrare nel dettaglio dei singoli episodi – è stato ottimo, lasciando giocare attacco e difesa e valutando al meglio i blocchi irregolari. Fosse sempre questo, la NBA sarebbe una lega ancora più divertente.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Lunedì 13 e Martedì 14 Febbraio per affrontare i Portland Trail Blazers al Moda Center.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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