In copertina: Malik Beasley e LeBron James nel corso della gara tra Los Angeles Lakers e Golden State Warriors alla crypto.com Arena (Adam Pantozzi e Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Avevamo completamente dimenticato quella sensazione di felicità mista a rilassatezza generata da un blowout. I Los Angeles Lakers per una volta ci hanno fatto dormire sogni tranquilli (o ha fatto iniziare la giornata con il piede giusto, dipende dai punti di vista) dominando contro i Golden State Warriors dal primo all’ultimo minuto.

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Le buone notizie sono tante e alcune è persino superfluo sottolinearle. Ma non possiamo che mettere in prima pagina il contributo prezioso ed efficiente dei role player, vecchi e nuovi, in una serata in cui le super star hanno fatto il minimo indispensabile (Davis qualcosa in più).

Fill the lanes

I Lakers hanno distrutto i Golden State Warriors in transizione. Lo score a fine partita recita un impietoso 29 a 8 a favore dei gialloviola. I motivi di questo divario sono molteplici. C’è sicuramente una componente di disattenzione e disinteresse da parte di Golden State che, tra palle perse stupide e cattivi accoppiamenti in transizione, ha permesso ai Lakers di volare in campo aperto.

Gestione perfetta del contropiede, con Beasley e Vanderbilt che occupano le corsie laterali e James che mette pressione al ferro. La gravity di LeBron consentirà a Malik di segnare i primi punti della sua serata.

Il protagonista principale di questa scorpacciata di punti in campo aperto è Malik Beasley. Alcuni lo hanno paragonato al miglior J.R. Smith, altri a KCP. Una delle caratteristiche migliori di Beas, mutuata proprio da Caldwell-Pope, è la capacità di occupare gli angoli in transizione e farsi trovare pronto sugli scarichi.

Nella partita contro gli Warriors l’ex giocatore di Timberwolves e Jazz ha segnato 9 fastbreak points dimostrando di saper interpretare quel ruolo di laser shooter che tanto ha bramato James.

Azione fotocopia, ma questa volta è LBJ a guidare il contropiede. Easy money.

Oltre a sfruttare le sue qualità balistiche in transizione, i Lakers hanno cavalcato Beasley anche nell’attacco a metà campo. Ham e il suo coaching staff, infatti, stanno iniziando ad implementare diversi set offensivi per mandarlo al tiro in uscita dai blocchi o aprire spazio per il roll di Davis.

Non è un caso che nel momento di maggiore difficoltà James abbia chiamato un gioco per Beasley.

Sono Mr. Reaves e risolvo problemi

La compostezza, l’eleganza e la faccia tosta di chi sa la lunga parlano per lui. Il signor Austin Reaves ha tutte le carte di regola per diventare il Mr. Wolf dei Los Angeles Lakers (se non conoscete Mr. Wolf vi invito elegantemente a smettere di leggere questo pezzo). Il prodotto di Oklahoma State ha la capacità innata di essere invisibile per buona parte delle partite per poi apparire quando la sua squadra ne ha più bisogno.

È una dote tipica non solo dei grandi campioni, ma anche dei role player solidi e affidabili. Reaves appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria. Dopo un inizio scintillante i Lakers si erano complicati la vita con un finale di primo tempo superficiale. Nel terzo quarto l’uomo più caldo del momento, ovvero Malik Beasley, commette il quarto fallo costringendo Ham a cambiare le rotazioni. Niente paura, entra il signor Reaves.

Non banale questa palla di Dennis, soprattutto per un giocatore che ha una visione piuttosto limitata del campo.

Nel terzo periodo Austin realizza 13 punti con 4/4 dal campo, 1/1 ai liberi, 1 rubata e 3 assist. Sono sempre più stupito dalla visione e il controllo del corpo di Reaves quando attacca l’area.

Anche nella partita contro Golden State ci ha dato un saggio delle sue qualità da passatore. In contumacia di D-Lo è stato proprio Hillbilly Kobe a guidare la transizione pescando i tiratori in angolo e a sostituire Russell anche come creator secondario.

Impressionante come riesca a mantenere il controllo del pallone e a servire James in angolo dimostrando un eccellente capacità di coordinamento e un’ottima memoria visiva.

Con un roster più profondo ed equilibrato, un giocatore come Austin Reaves può fare la differenza contro le second unit, soprattutto se accoppiato ad un James più “riposato”.

Team effort

Otto giocatori in doppia cifra, LeBron e Davis in campo per meno di 30 minuti per la seconda partita consecutiva e soprattutto una serata tranquilla per i membri di LakeShow, soprattutto per il sottoscritto che finalmente porta a casa una W come autore dei nostri Plus & Minus.

Le prossime partite probabilmente richiederanno una produzione maggiore alle nostre star, ma è bene che anche loro possano avere (finalmente) dei match in cui si gestiscono. James ha giocato una partita sottotono, con un finale però in crescendo; Anthony Davis si è preso solo cinque tiri, ma si è reso protagonista di una prestazione di ottimo livello nella metà campo difensiva e in tutti quei fondamentali meno visibili agli occhi di uno spettatore disattento (rimbalzi, blocchi, tiri contestati, ecc).

Difesa spettacolare di AD che prima manda Poole sulla mano sinistra e poi gli oscura totalmente la via del ferro.

❌ Lakers vs Warriors: i Minus

Parlare di aspetti negativi in questa partita è quasi un esercizio di stile e allora esercitiamo un po’ il nostro stile.

Sleep James

Disclaimer per i LeBroniani suscettibili: James non ha fatto una brutta partita. Al di là delle percentuali negative (5/20 dal campo) LeBron ha avuto un ottimo impatto sul match (+22 di Plus/Minus) riuscendo ad accelerare quando richiesto dal momento della gara.

Mi è sembrato però un po’ fuori fase mentalmente ed imballato fisicamente. Probabilmente deve ancora ritrovare il ritmo partita dopo la sbornia post record, il piccolo infortunio al piede e la pausa per l’All Star Game.

Una palla persa di pura pigrizia.

Nulla di preoccupante, ma adesso i Lakers hanno bisogno del miglior LeBron James, a partire dal big match di domenica sera contro i Dallas Mavericks dell’amico Kyrie.

L’infortunio di Russell

D’Angelo Russell ha inizio in maniera positiva la sua seconda esperienza ai Lakers. Il nuovo D-Lo appare più maturo nelle scelte dentro il campo e soprattutto sembra un fit ottimale con James e Davis.

Buon set offensivo e soprattutto grande palla di Russell per la tripla di Troy Brown Jr.

Ecco perché l’infortunio alla caviglia patito dopo appena otto minuti di gioco arriva nel momento sbagliato. Le prime notizie raccontano di un problema di lieve entità, ma questi Lakers sono alla disperata ricerca di un posto per i playoff e quindi non possono perdere tempo e giocatori. La speranza, dunque, è che D’Angelo possa tornare subito in campo, alimentando quell’ottima chimica di squadra dimostrata con i compagni dello starting five.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo (21:30 🇮🇹) Domenica 26 Febbraio per affrontare i Dallas Mavericks all’American Airlines Center.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

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