In copertina: Anthony Davis e Malik Beasley (Jae C. Hong, AP Photo)

Negli ultimi due anni non ci è capitato tante volte di raccontare una bella vittoria dei Lakers. Quella ottenuta contro i Memphis Grizzlies appartiene sicuramente a questa categoria per l’importanza del risultato in ottica lotta playoff, la prestazione generale di tutta la squadra, compreso il coaching staff, e il livello di gioco espresso da Anthony Davis.

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Per la prima volta sono costretto a fare una selezione dolorosa delle note positive emerse nella serata magica del ritiro della maglia di Pau Gasol. Ma non posso lamentarmi.

Quel mostro di Anthony Davis

Dopo la partita di Memphis avevo avuto la sensazione che Anthony Davis non avesse gradito la sconfitta subita in Tennessee e l’annesso poster di Jarren Jackson JR ai suoi danni. Credevo che AD si fosse segnato sul calendario il giorno della “rivincita” e, probabilmente, così è stato.

La prestazione di The Brow è stata una delle migliori della stagione e già questo non è male come statement visto che quest’anno ci ha deliziato con prove da 55 punti e veri e propri clinic difensivi. Questa volta si deve accontentare della seconda partita stagionale con almeno 30 punti e 20 rimbalzi: solo Giannis Antetokounmpo può vantare più partite (tre) con questa incredibile statline.

Nel match contro i Grizzlies ci sono state senza dubbio alcune ombre. Tra queste spiccano le sette palle perse, che rappresentano un netto passo indietro rispetto all’eccellente performance in termini di decision making della serata contro gli Warriors.

Ma al netto dei soliti errori nelle letture e nelle scelte di passaggio, Anthony Davis ha impressionato per maturità e capacità di incidere per tutti i 35 minuti in cui è stato in campo. Non a caso il box score ci dice che con AD sul parquet i Lakers hanno avuto un plus minus di +24, mentre senza di lui i gialloviola hanno collezionato un brutto -15.

L’aspetto più impressionante della partita di Davis è sicuramente la capacità di raccogliere rimbalzi contestati. L’ex giocatore dei Pelicans è primo nella lega per rimbalzi contestati a partita (7.1) e secondo, dietro solo a Mitchell Robinson, per percentuale di rimbalzi contestati catturati (56.6%).

Nella partita contro Memphis AD è andato addirittura oltre le sue medie stagionali collezionando la bellezza di 15 (!) rimbalzi contesi dagli avversari, il 68% di quelli disponibili. E proprio in una delle tante sequenze convulse sotto canestro, AD ha rimediato un brutto colpo da Roddy che ha rischiato di metterlo fuori gioco.

Primo rimbalzo della partita dove mette subito le cose in chiaro con JJJ.
Lo schiaffo incriminato.

Il basket è cambiato tantissimo negli ultimi anni, ma ci sono alcune regole sempre valide. Una di queste ci dice che una squadra forte a rimbalzo difensivo tendenzialmente avrà anche una buona efficienza difensiva. Vale anche per questi Lakers: a partire dalla trade deadline, infatti, i gialloviola hanno il miglior Defensive Rating della NBA, frutto di una rinnovata capacità di negare second chance points agli avversari (terzi nella lega per Opp. 2nd Chance Points).

Uno dei principali artefici di questo cambio di rotta è proprio AD. Nelle ultime cinque partite The Brow viaggia a 13 rimbalzi di media e sembra aggredire ogni singola palla sotto le plance come se fosse una carambola decisiva in una partita di playoff.

Sequenza magistrale di AD che prima tiene botta contro Jackson in post, poi cattura un rimbalzo di prepotenza e infine guida la transizione.

Tutto il resto è ormai quasi normale amministrazione per l’Anthony Davis delle ultime settimane. Questa nuova strutturazione gli permette, innanzitutto, di proteggere il ferro senza dover spendere troppe energie sul perimetro e cancellare qualsiasi tentativo audace di layup.

Il povero Tillman ci ha provato.

Questa volta non sono stati necessari i suoi colpi nel clutch (ci hanno pensato Reaves e Brown), ma i tre canestri consecutivi segnati a metà quarto periodo sono stati decisivi per consentire ai Lakers di ricucire lo strappo fatto da Memphis ed effettuare poi il sorpasso.

L’agilità con la quale evita l’aiuto di JJJ e porta a casa un and-one mi fa capire che, in questo momento, sta bene anche dal punto di vista fisico.

Point Reaves

Uno degli aggiustamenti più grandi effettuati da Ham nelle ultime due partite è quello di dare più spesso la palla in mano ad Austin Reaves. In contumacia di James e Russell, il prodotto di Oklahoma è probabilmente il cervello migliore a disposizione del coaching staff dei Lakers (7 assist e 0 palle perse contro i Grizzlies).

Per quanto anche Austin ogni tanto vada fuori giri, mi pare la soluzione più affidabile per gestire i tempi della partita e giocare un basket organizzato nel clutch.

Nel finale di gara i Lakers hanno cercato in maniera sistematica uno switch delle proprie guardie contro Tillman. Qui Reaves sa che Jones andrà in aiuto e appena il prodotto di Duke fa un passo verso di lui serve immediatamente Brown per il dagger della partita.

Al contrario di Schröder, che soffre contro avversari più lunghi e più grossi di lui e ha la tendenza ad andare ad una sola velocità, Reaves è a bravo a sfruttare i suoi centimetri per far passare la palla sopra il difensore ed è abile ad utilizzare il suo repertorio di finte e decelerazioni per creare vantaggi.

Rifiuta il blocco di Davis, manda al bar Bane con un crossover pregevole e poi segna un jumper di tabella.

Nella partita contro i Grizzlies Austin si distingue anche per una serie di chiusure al ferro stupefacenti per un giocatore delle sue dimensioni. Ma non è una novità. In stagione, infatti, Reaves sta tirando con il 77% al ferro, un dato che lo colloca addirittura nel 94%ile in tutta la lega.

Quanti giocatori sono in grado di chiudere così al ferro contro JJJ?

Oggi Hillbilly Kobe è un giocatore sempre più completo e in grado di fare la differenza in un contesto vincente. In estate Jeanie dovrà uscire i soldi veri per rinnovare il suo contratto, se invece deciderà di ripetere la Caruso move i tifosi Lakers potrebbero scatenare una sommossa…

Solid Rui

Sono stato a lungo indeciso su a chi assegnare il terzo Plus della partita. Alla fine ho deciso di premiare un giocatore che ha vissuto tanti alti e bassi in questo primo mese ai Lakers, cioè Rui Hachimura.

Merita però una menzione speciale il lavoro svolto da Schröder, Reaves e Brown su Bane e le guardie di Memphis. La capacità del trio sopra citato di navigare sui blocchi e contestare tiri in maniera pulita è diventata ormai un habituè delle partite dei Lakers. Dennis in particolare ha negato decine e decine di ricezioni a Bane mettendolo di fatto fuori partita (3/14 dal campo per il protetto di un ex membro della redazione di LakeShow Italia).

Ma allora perché inserire Hachimura in questa sezione dei Plus Minus? Perché penso che mantenere Rui su livelli simili a quelli odierni sia fondamentale per Ham, soprattutto in queste settimane senza James. Il giapponese, infatti, garantisce una variabile tattica nello spot di 4.

Quando è in serata Hachimura, a differenza di Vanderbilt, sa crearsi un tiro in situazioni di late shot clock e può sfruttare un mismatch contro avversari più piccoli. Qualità fondamentali nei finali di gara, quando il ritmo diventa più lento e c’è bisogno di segnare dei canestri più “sporchi”.

Finge di portare un blocco per Beasley e invece effettua un taglio intelligente a canestro, con il quale sbroglia una situazione complessa.

Nell’ultimo quarto Rui segna sei punti pesanti per l’esito finale della partita, muovendosi bene anche in transizione. Sono abbastanza convinto che l’ex giocatore degli Wizards abbia tutti i mezzi atletici e tecnici per esprimersi al meglio in campo aperto, ma per ragioni soprattutto di carattere attitudinale non riesce ancora ad essere efficiente in questa situazione di gioco.

Per una volta Rui non ferma il pallone e il risultato è quello sperato.

Nel match contro i Grizzlies Hachimura è stato protagonista anche di alcuni buoni possessi difensivi. La sensazione è che in alcuni matchup, e Memphis potrebbe essere uno di questi, il giapponese possa dire la sua.

Tiene bene in difesa su Kennard e facilita il compito di Brown.

❌ Lakers vs Grizzlies: i Minus

I Lakers hanno disputato una prova da 8.5 in pagella, ma per arrivare al top assoluto mancano ancora alcuni tasselli importanti.

Brick Beas

Quando è arrivato in California sapevamo che Malik Beasley potesse avere serate di questo tipo. Non stiamo parlando, infatti, di un tiratore puro, ma di un volume shooter capace di avere periodi di eccellenza assoluta e altri di slump profondo.

Le sue prime partite ai Lakers ci dicono che sta vivendo uno di quegli stretch negativi tipici per un giocatore con le sue caratteristiche.

Airball.
Ouch.

Nella partita contro i Grizzlies Beasley ha sbagliato in tutti i modi possibili e immaginabili: è andato corto, è andato lungo, ha fatto airball e ha “spaccato” il tabellone. La classica serata storta.
I Lakers, però, hanno tremendamente bisogno della sua efficienza nel tiro dalla lunga distanza se vogliono alzare il ceiling del proprio team. Forza Malik!

Slow down

Intervistato da TNT alla fine del terzo quarto Ham ha manifestato soddisfazione per la prestazione dei propri ragazzi, ma ha anche invitato la propria squadra a rallentare per evitare errori banali e pericolosi.

Pessima gestione della transizione.

Dennis non è nuovo a decisioni di questo tipo in campo aperto e lo stesso Davis, in questa situazione, si schiaccia troppo contro Aldama. In generale i Lakers devono ancora migliorare la gestione dei tempi e degli spazi in transizione.

Mani di pietra.

L’auspicio è che il rientro di Russell possa rendere i gialloviola più cerebrali e controllati in determinate situazioni, evitando così di incorrere in palle perse stupide e scelte poco efficienti.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:30 🇮🇹) tra Venerdì 10 e Sabato 11 Marzo per affrontare i Toronto Raptors alla crypto.com Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

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