In copertina: Austin Reaves (Carmen Mandato, Getty Images)

Durante il podcast questa settimana avevo pronosticato una streak di quattro vittorie per i Los Angeles Lakers. Alla mia ottimistica previsione si è contrapposta quella realistica – o l’anatema… – di Stuani che prevedeva la vittoria dei Rockets. Ha avuto ragione lui.

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Per forza di cose questa sezione è dominata da quanto di estremamente positivo si è visto nella partita più importante di questo stretch: lo scontro coi New Orleans Pelicans.

〰️ ADominante

Le prove di Anthony Davis contro Grizzlies e Knicks avevano fatto storcere il naso a molti. Lo stesso AD si era detto insoddisfatto della sua partita contro la squadra della Grande Mela.

Nella città dove ha iniziato la sua carriera cestistica, The Brow era chiamato da Ham e da tutto l’ambiente gialloviola a fornire una prestazione da leader.

La risposta non si è fatta attendere.

L’inizio del match ha messo subito in chiaro quanto il prodotto di Kentucky fosse in serata: canestro con fallo di Jonas Valanciunas per il gioco da tre punti:

Passaggio mediocre, ma ricezione e coordinazione per il tiro sono da rivedere.

A seguire tripla dall’angolo sul drive-and-kick di Jarred Vanderbilt:

Let it fly AD.

Se il dominio al ferro di AD è conclamato ed atteso, è il suo secondo canestro ad essere di buon auspicio: la differenza tra una buona ed una grande partita di Davis spesso è determinata dall’efficacia del suo jumper.

Il 43% dal mid-range in stagione non è un numero che fa cadere dalla sedia, ma è decisamente meglio del 39% dello scorso anno.

Quando i difensori sono costretti da uno/due jumper iniziali ad adeguarsi stando più attaccati, The Brow riesce ad esprimersi al meglio mettendo in mostra tutte le qualità offensive che possiede.

Fra tutte le situazioni che Darvin Ham sta provando ad implementare, più di tutte continua a stuzzicarmi il dribble handoff che coinvolge AD e Malik Beasley:

Gravity al ferro di Vanderbilt, gravity verso la punta di Beasley: Valanciunas solo sull’isola contro Davis.

La gravity dell’ex Jazz e i tre jumper che gli ha già tirato in faccia il numero tre gialloviola, costringono il centro lituano a rimanere attaccato durante il setup del DHO; quando CJ McCollum deve inseguire il tiratore dei Lakers l’autostrada è aperta ed i due punti sono in tasca di AD.

Cambiando lato del campo, occorre chiarire che i Pelicans non sono stati un esame particolarmente difficile per la difesa dei Lakers. Davis non ha dovuto fare i soliti straordinari, ma guardando qualche numero si nota che la squadra di Willie Green ha tirato 6/24 contro l’ex Wildcats, che ha coperto campo ed alterato – pur senza stoppare – moltissime conclusioni.

Chiudere il drive di CJ e poi seguire lo scarico per contestare la tripla di Ingram, possesso top class di Davis.

Capisco la scelta dello staff medico di non farlo giocare nella gara contro i Rockets, ma resta l’amaro in bocca per una W che con questo AD sarebbe stata ampiamente alla portata.

⛈ Let It Rain

La percentuale dei losangelini nel tiro da tre dal post trade deadline non è cambiata in maniera radicale, ma è sicuramente cambiato il potenziale a disposizione di Ham. Come abbiamo detto tante volte, questo può fare la differenza tanto quanto il fare canestro.

Contro i Pelicans, i Lakers non solo hanno tirato un ottimo 18/39 ma hanno messo a segno più di una tripla con cinque giocatori diversi. Questo è un indice importante, che costringerà i coach avversari a pensare di dover uscire sul tiro costantemente e di conseguenza lo spacing dei gialloviola migliorerà.

Ovviamente sugli scudi ci va Malik Beasley, che dopo tante critiche realizza 7 delle 12 triple tentate. Ma in molti meriterebbero una menzione d’onore, sia per quanto stanno segnando sia per come stanno imparando ad usare la loro gravity e quella degli altri per creare e trasferire vantaggio in campo.

La speranza è che questo 34% complessivo possa per alcuni stretch salire a quel 37/38%, che è uno dei tasselli mancanti e che potrebbe fare la differenza in partite dove il raddoppio a Davis diventa sistematico.

🏀 Mr. Reaves

Oh My Goodness Austin.

Austin Reaves sta giocando una stagione impressionante. Non a caso è forse l’unico angeleno a poter vantare due prestazioni positive in questo back-to-back.

I numeri di questi match sono da primo della classe (19 punti, 4 rimbalzi e 6 assist), ma è guardando le partite che si può apprezzare tutto quello che non finisce nel box score e che ogni sera l’ex Sooners mette in campo. Il 78% al ferro è un numero importante, ma è la frequenza con la quale Austin va per l’and-one che mi ha impressionato: 31% e 73%ile nella lega.

Le decelerazioni, i side step e tutti i trick per creare separazione e vedere il ferro dopo il contatto mi stanno spesso facendo saltare dalla sedia. In situazioni dove deve creare vantaggio:

Pazienza, controllo del corpo e del tempo. Due punti per Austin.

E quando il vantaggio è da mantenere, come sull’attacco di un closeout:

Ops…

Il footwork di Austin è migliorato in maniera esponenziale e l’arsenale offensivo – al netto di un tiro da tre ancora ondivago – sembra completarsi. Di tutto questo, è la gestione del pallone che continua ad impressionarmi:

Opzioni e letture, da qualche tempo Reaves riesce chiaramente a vedere i diversi angoli che probabilmente prima non notava neanche.

Reaves sta iniziando anche a gestire qualche pallone in transizione. Non avrà le letture di Magic, ma ha tempi ed aggressività per far bene, specie se riesce a lanciarsi direttamente dal rimbalzo:

Push Mode.

Ovviamente la fiducia di Ham sta facendo la differenza per la crescita di Austin.

Rispetto allo scorso anno Reaves gioca da ball handler nel pick-and-roll il 14% di possessi in più, per un totale del 23% segnando 0.95PPP. Non è ancora élite, ma neanche così lontano.

❌ Pelicans & Rockets vs Lakers: i Minus

Per i Minus di questo back-to-back avremmo potuto semplicemente incollare un video di tutti gli orrori visti nella partita contro gli Houston Rockets. In parte sarà così, ma non è l’unica cosa da “aggiustare” che si è vista in queste due partite.

➖ Un Minus lungo una partita

L’assenza di Anthony Davis, ufficializzata da Ham nel post partita di New Orleans, aveva sicuramente abbassato la fiducia dell’ambiente per la partita al Toyota Center.

E, complice la già citata malanova di Stuani, la L è arrivata ,puntualmente.

In stagione i Rockets stanno segnando 54 punti nel pitturato a partita, esattamente come i Lakers. Ma nel match in questione la squadra di Stephen Silas ha esagerato, segnando ben 78 punti nell’area gialloviola.

Schröder morbido, Reaves aiuta tardi e Porter Jr. è al ferro per due facili.

Si può criticare Gabriel, Vanderbilt & co. quanto si vuole per il risultato complessivo, ma personalmente più che la difesa al ferro non ho gradito l’attitudine dei nostri esterni. Il voler stare vicino a giocatori che per caratteristiche tecniche andrebbero sfidati al tiro, ha creato tanti problemi poiché gli avversari hanno potuto sfruttare vicino la ferro la maggiore prestanza fisica.

Di fatti, Ham ha provato anche a mettere i nostri a zona per limitare le scorribande in area, ma il problema si è manifestato sempre. Transizione difensiva lenta, posizioni arrangiate e buchi dovunque:

Cosa volevamo fare esattamente? Non saprei.

La zona dei Lakers è troppo, troppo larga.

L’entry pass di Green per Sengun è facilissimo ed una volta servito il turco nel cuore dell’area, Beasley e Brown non si avvicinano quanto dovrebbero nonostante dal loro lato vi fossero Smith Jr. e Porter Jr., che non sono esattamente tiratori élite.

😵‍ Expectation vs Reality

Dalla trade deadline i Lakers hanno un record di 9 vittorie e 6 perse.

Di queste sei sconfitte, due sono arrivate contro contender (Bucks e Grizzlies), ed una è stata causata da una serata al tiro insostenibile dei Blazers. Le altre (contro Timberwolves, Knicks e Rockets) sono decisamente più difficili da digerire.

Ovviamente da tifoso mi rendo conto di quanto sarebbero stati importanti quei tre successi in più: oggi i Lakers sarebbero quinti nella Western Conference. Ma dall’altro lato voglio citare di nuovo Stuani: giocare tante partite, sapendo che ogni sconfitta può determinare uno shift di posizioni importanti non è facile, in particolare per una squadra che si sta “costruendo” nel momento decisivo della stagione.

Le sconfitte contro Minnesota e New York sono figlie di fattori contingenti che vorrei sottolineare: roster nuovo, giocatori importanti assenti ed un coach che sta cercando di gestire tante situazioni, che inevitabilmente vanno ad impattare il risultato finale.

Avere pazienza in questi momenti non è possibile per un tifoso, ma quello che si può fare è tenere sempre in considerazione da dove siamo partiti e quanto di buono si sta vedendo. Fatto ciò, possiamo guardare al futuro con maggiore tranquillità ed equilibrio.

Da qui alla fine sarà un rollercoaster e l’obiettivo dei Lakers deve essere quello di trovare un momento della stagione dove piazzare quelle 4/5 W consecutive che ci farebbero scalare la classifica.

Nervi saldi LakeShow.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (3:30 🇮🇹) tra Venerdì 17 e Sabato 18 Marzo per affrontare i Dallas Mavericks alla crypto.com Arena.

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Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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