In copertina: Rui Hachimura, Jalen Green e D’Angelo Russell nel corso della gara tra Rockets e Lakers. (Erik Williams, USA TODAY Sports)

I Los Angeles Lakers sconfiggono gli Houston Rockets con il punteggio di 134-109, conquistando così il terzo successo consecutivo in altrettante gare nell’ultimo road trip stagionale.

La vittoria e i risultati della notte portano i gialloviola al settimo posto nella Western Conference, a mezza partita di distanza da Clippers e Warriors. Un risultato oggettivamente impronosticabile fino a 40 giorni fa.

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I motivi per cui essere felici non riguardano solo il risultato, ma anche come è stato raggiunto. I ragazzi di Ham hanno infatti approcciato la gara al meglio: subito avanti nel punteggio, sempre in controllo e quarto periodo ridotto ad un lungo garbage time.

👨‍🏫 Darvin Ham

Penso che il coach gialloviola meriti molto credito per come è riuscito a preparare e condurre la partita. Il piano gara è stato ben studiato ed eseguito, la squadra ha mantenuto un livello di attenzione sufficiente per i 48 minuti, sono stati fatti esperimenti interessanti ed il risultato ha permesso di ridurre il minutaggio delle star. Missione compiuta sotto tutti i punti di vista.

Per Cleaning The Glass i Rockets sono la peggior squadra NBA nella difesa in transizione e la 27esima nella percentuale di tiro al ferro. E i Lakers hanno giustamente infierito su tali punti deboli, segnando 68 punti in area e 20 in contropiede. Il primo canestro di Davis è la perfetta dimostrazione della volontà di tenere il ritmo alto non appena fosse possibile.

Vanderbilt dopo il rimbalzo avanza velocemente e anche se non c’è transizione cerca subito Davis, che prende posizione e approfitta del mismatch a centro area per due punti facili.

Inoltre, il livello basso dell’avversario ha permesso di provare alcuni nuovi giochi e nuove soluzioni in termini di lineup. Il primissimo possesso della partita è una bella azione che inizia con D’Angelo Russell palla in mano che sfrutta il gioco a due tra James e Davis per liberare in angolo lo stesso DLo in seguito ai blocchi di Reaves e Vanderbilt.

Con l’attuale starting five riuscire a sfruttare DLo come tiratore in movimento può aprire molte soluzioni per l’attacco gialloviola.

Se è vero che a cavallo dei due periodi la squadra si è un minimo rilassata, un aspetto positivo sono le sole 5 palle perse nei 48 minuti, segno che il gruppo pur modulando l’intensità non ha mai perso del tutto l’attenzione.

Tra le varie lineup provate personalmente ho apprezzato il tentativo di andare small con James e Hachimura lunghi. Tale strutturazione ha permesso di estendere a fine primo quarto il vantaggio fino a 14 punti e in poco più di 5 minuti sul parquet ha prodotto +7 di Plus/Minus.

In questo contesto, in attacco LeBron James si trova a operare con l’area libera ed ha molteplici soluzioni a disposizione sul perimetro, mentre in difesa è possibile cambiare sui blocchi e aggredire le linee di passaggio. Non mi stupirei, se si riuscissero a raggiungere i Playoff, di vedere una simile soluzione per più minuti.

LeBron e Rui giocano di fatto un pick-and-roll 4-5 con i tre esterni sul perimetro. Il campo è aperto e LBJ manda facilmente a canestro l’ex Wizard.

🎌 Rui Hachimura

Proprio Rui Hachimura è il mio personale MVP della gara. Dopo l’esclusione nella partita casalinga coi Bulls, ha reagito da campione ed è salito di livello disputando quelle che a mio avviso sono le migliori tre partite in maglia Lakers.

Nella clip precedente si è visto come ha saputo agire in modo efficace da bloccante. In generale senza il pallone è stato bravissimo a farsi trovare pronto sia in transizione che a mettersi in visione sui tagli o nel dunker spot. E la sua prima opzione è sempre stata attaccare il ferro, dove sono arrivati 9 dei 14 tiri tentati. Il risultato sono 20 punti segnati e +22 nei 25 minuti in campo.

Rui non è velocissimo, ma in transizione, grazie alla stazza, è efficace se sprinta deciso a canestro.

In stagione per efficacia è 93%ile per punti segnati come rollante e 89%ile per punti segnati sul taglio. L’obiettivo è riuscire ad aumentare la frequenza di queste soluzioni visto che il campione è limitato, ma la strada sembra quella giusta.

Se le doti nella metà campo offensiva non sono mai state in discussione, dove Hachimura sta davvero sorprendendo è nel lavoro a rimbalzo e in difesa. La sostenibilità di lineup small con LeBron da “cinque” passa dalla capacità del giapponese di essere un fattore nella protezione del ferro, così come il suo successo in tali fondamentali può rendere i Lakers una squadra dall’impatto fisico notevole quando schierato con Davis.

La stoppata in aiuto su un atleta come Green è impressionante per tempismo.

A referto ha registrato 3 stoppate una più bella dell’altra e tutte in aiuto al ferro. Avere una simile presenza in aiuto quando Davis è portato lontano dall’azione è un lusso notevole. Inoltre è da segnalare la sua partita a rimbalzo, con ben 12 palloni recuperati di cui 10 sotto il proprio tabellone.

Questo il primo rimbalzo catturato nella gara, dove è evidente la sua volontà di incidere nella lotta sotto i tabelloni.

Il campione è molto molto piccolo e va preso con le pinze, ma nelle ultime tre gare sta prendendo 12.7 rimbalzi parametrati su 36 minuti di gioco. In carriera in tale statistica non è mai andate oltre 6.3, ovvero il suo impatto a rimbalzo nelle ultime uscite è più del doppio rispetto al suo standard.

La mia sensazione è che si stia trasformando da giocatore di talento che fatica a trovare una collocazione attorno alle stelle NBA a role player in grado di amplificare le proprie qualità giocando in un contesto con campioni di caratura superiore. In pratica un processo di crescita analogo a quello che stava compiendo Kyle Kuzma prima che gli infortuni mandassero a donne di facili costumi la stagione 2020-21.

〰️ Anthony Davis

Ed infine non si può non menzionare il top scorer e dominatore della gara. Al netto delle dichiarazioni post partita, ero preoccupato in seguito all’infortunio subito da Anthony Davis nel terzo periodo contro i Wolves. Il fresco Player of the Week non solo è sceso in campo, ma lo ha fatto giocando una ottima partita e muovendosi benissimo.

La frontline dei Rockets non aveva armi per il centro da Kentucky ed i Lakers sono stati bravi a cercarlo e coinvolgerlo dal primo minuto. Il risultato sono 40 punti a referto con 15/20 dal campo, di cui 10/13 all’interno della restricted area. A questi numeri aggiunge 4 rimbalzi offensivi, autentica cartina tornasole del suo rendimento.

L’azione rende l’idea del dominio di AD, che nonostante l’errore non può essere contenuto da Sengun e compagni.

Se il dominio nel pitturato era atteso, l’aspetto secondo me più confortante è stato il linguaggio del corpo di Davis, il quale è apparso coinvolto e sorridente per tutta la gara, segno di come si senta leader di questa squadra. Nel finale di partita ha scelto di restare in campo qualche possesso di troppo per trovare il canestro mancante al traguardo dei 40 punti, solitamente non sono fan di certi atteggiamenti, ma in questo caso mi pare una scelta figlia della fiducia e della voglia di dire al mondo che è pronto per la post season.

Il canestro che vale i punti 39 e 40 è un pullup dal mid-range, movimento che per convinzione e fluidità riporta la mente al 2020.

Nei quattro anni in California abbiamo visto tantissime grandi prestazioni, su tutte quelle nella bolla, ma l’atteggiamento visto ultimamente mi pare un nuovo step nella maturazione del fenomeno di Chicago.

❌ Rockets vs Lakers: i Minus

La partita è stata in controllo per tutti i 48 minuti e considerando che arrivava dopo due trasferte toste e nel bel mezzo del road trip c’è proprio poco da dire alla squadra. In ogni caso, visto che i ragazzi di Ham stanno alzando l’asticella, è bene notare anche le imperfezioni.

😵‍ Il tiro da fuori di James e Beasley

La prestazione offensiva dei gialloviola è stata dominante come testimoniano i 134 punti segnati, ma l’esecuzione al tiro dalla lunga distanza è stata al di sotto della sufficienza visto il 9/30 dall’arco.

A preoccuparmi in particolar modo sono le prestazioni di LeBron (1/7) e Malik Beasley (3/11). Entrambi, seppure in modi diversi, sono i volume shooter della squadra ed è fisiologico prendano molte triple. LBJ deve tenere onesta la difesa visto che fisicamente il suo primo passo non gli permette più di battere i McDaniels del caso; mentre The Mutant è il giocatore che dovrebbe garantire spacing dinamico e muoversi sui blocchi.

4/18 complessivo è un brutto risultato e contro difese più credibili rispetto a quella di Houston ci sarà anche bisogno di qualche canestro da fuori in più.

👎 I rimbalzi offensivi

Se i Rockets sono rimasti in partita è quasi esclusivamente grazie ai 16 rimbalzi offensivi, dei quali ben 12 nei due quarti centrali, momento in cui i Lakers hanno diminuito la loro intensità.

La frontline dei Rockets è semplicemente più attiva a rimbalzo.

Personalmente non ho notato una questione tecnica che giustificasse tali numeri se non appunto un fisiologico calo di energia all’interno di una gara in discesa. Ma resta il fatto che Houston da 19 punti sotto è tornata in singola cifra di svantaggio a metà terzo periodo ed è bene cercare di evitare momenti simili nelle prossime uscite.

🤕 L’infortunio di DLo

Nel post partita coach Ham ha rassicurato tutti rispetto alle condizioni fisiche di D’Angelo Russell, il quale per precauzione non ha messo piede in campo nel secondo tempo.

Forse non è il caso di preoccuparsi troppo, ma le partite saltate dalla seconda scelta assoluta del draft 2015 iniziano ad essere molte. Senza dubbio incide il fatto che DLo sia free agent e non voglia compromettere la salute in vista di quello che sarà presumibilmente l’ultimo contratto importante della carriera. Ma in ogni caso se i Lakers vogliono fare strada in post season ci sarà bisogno di vedere Russell in campo.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (3:00 🇮🇹) tra Martedì 4 e Mercoledì 5 Aprile per affrontare gli Utah Jazz alla Vivint Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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