I Los Angeles Lakers hanno battuto gli Charlotte Hornets grazie alle ottime prove di D’Angelo Russell, LeBron James ed Anthony Davis. I gialloviola tornano in California con tre successi consecutivi e col record nuovamente al disopra del cinquanta per cento.

Nel post partita coach Darvin Ham e DLo hanno parlato con i media in sala stampa, invece AD e il Prescelto hanno dialogato con i reporter dagli spogliatoi. Di seguito le parole dei protagonisti della partita, mentre le dichiarazioni del quattro volte MVP sono disponibili in questo articolo.

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🏀Darvin Ham: «Siamo pronti a dar battaglia»

In sala stampa Darvin Ham si è mostrato fiero della vittoria ottenuta e delle recenti prestazioni dei suoi Lakers, che tornano a Los Angeles dopo aver vinto quattro delle sei gare giocate in trasferta. L’allenatore dei gialloviola ha iniziato la sua finestra mediatica parlando del carattere mostrato dai suoi ragazzi nel reagire alle pesanti sconfitte rimediate contro Rockets ed Hawks e di cosa si aspetta da loro nelle prossime sfide.

«Questa e le altre recenti vittorie ci confermano che dobbiamo aver fiducia in noi stessi e nei nostri mezzi. Possiamo fronteggiare tutte le avversità e le difficoltà che il calendario e la stagione ci pongono davanti. Non abbiamo sbaraccato tutto per tornare a casa, anzi, abbiamo dimostrato che siamo combattivi e pronti a dar battaglia.»

«Aver reagito dopo le pesanti sconfitte di Houston e Atlanta ha dimostrato il carattere che ha questa squadra. Ci siamo ricompattati, riuscendo a realizzare una prestazione importantissima a Boston. Abbiamo trascorso diverse ore in sala film per capire cosa potevamo fare per migliorare e ripetere certe prestazioni, lo abbiamo fatto a New York.»

«Dopo la vittoria contro i Knicks volevamo terminare il road trip in modo positivo, vincendo oggi contro gli Hornets. Sottolineo il carattere, la passione mostrata dai miei ragazzi nel curare i dettagli e competere al massimo livello ed infine lo spirito di squadra.»

Le domande successive hanno posto sotto la lente d’osservazione l’intera stagione NBA, con le risposte ottenute sul campo dall’allenatore gialloviola in particolare da alcuni elementi della second unit.

«Le scelte fatte, specialmente giovedì scorso, fanno parte di un programma stabilito anche in base ad infortuni o allo stato di forma complessivo della squadra. Quest’anno siamo stati spesso inconsistenti e poco concreti, ma sappiamo bene a che livelli possiamo giocare.»

«Giocare bene, per me ed i miei ragazzi, significa essere innanzitutto concentrati in difesa. Da lì scaturisce anche una fase offensiva ordinata e precisa, in cui ogni elemento è funzionale alla squadra giocando in maniera competitiva. Senza soffermarsi troppo sul singolo errore, tocco sbagliato o preoccupandosi delle rotazioni ma concentrandosi solo sullo svolgere al 100% i propri compiti per vincere.»

«Nelle ultime tre partite abbiamo giocato da squadra. Perciò non ho avuto molti timori, nemmeno andando al secondo overtime sabato scorso. Abbiamo dimostrato il valore del nostro roster. Voler vincere e migliorare fa parte di questo gioco e business, è un dato di fatto. Finché rimarremo concentrati sulla vittoria e sul progresso del nostro gioco per portare a termine i nostri obiettivi, non avrò alcun timore o rancore. Ho fiducia nel fatto che i miei ragazzi continueranno ad essere competitivi per giocare ad altissimi livelli.»

Infine – sulle orme del cliché ‘tempi duri formano caratteri forti’ – è stato chiesto al coach nativo di Saginaw, Michigan, quali fossero gli aspetti negativi che hanno influito maggiormente sul recente andamento altalenante.

«La maggior parte dei nostri problemi deriva dagli infortuni, anche adesso. Vando è stato tanto tempo out, per poi tornare ed infortunarsi ancora. Gabe, che consideriamo un pilastro delle nostre rotazioni, ha giocato solo 5 partite. Anche Cam è stato ed è ancora infortunato, mentre Rui è tornato solo da poco.»

«Bisogna inoltre considerare i problemi subiti da LeBron ed AD ed i rispettivi load management per mantenerli in forma. In questa situazione è stata dura creare coesione e spirito di gruppo. Vando ha fatto una prestazione sensazionale prima di dover abbandonare la partita, rappresentando perfettamente il modo in cui vogliamo approcciare ogni singola partita: scendere in campo dando il 100% in ogni aspetto del gioco per vincere.»

«I ragazzi hanno notato particolarmente quanto fatto da Vando in sala film e ne hanno tratto forza e ispirazione. Non possiamo sapere chi sarà disponibile e chi infortunato. Ciò che sappiamo è che siamo qui ed abbiamo una grossa opportunità di giocare a basket ad alto livello e vincere. Possiamo solo allenarci per essere la nostra miglior versione, senza dar troppo peso alle statistiche, tiri sbagliati o situazioni negative: non è il fantabasket. Ciò che conta è la realtà, ovvero i compagni ed il coaching staff, ed essere positivi per loro.»

〰️ Anthony Davis: «Possiamo giocare alla pari contro chiunque»

La prestazione monstre di Anthony Davis è stata seguita da una mole di domande di pari livello. Direttamente dal rettangolo di gioco e successivamente anche dagli spogliatoi, AD ha avuto modo di approfondire parecchi temi ai microfoni dei media, partendo dalla prestazione sua – tripla doppia da 26 punti, 15 rimbalzi, 11 assist con 3 stoppate e 12/16 al tiro – e degli avversari, senza dimenticare gli infortuni subiti fin qui dai gialloviola.

«Le ultime partite di un road trip sono sempre difficili da affrontare. Difensivamente abbiamo avuto un calo nell’ultimo quarto, iniziato addirittura alla fine del terzo. Brandon Miller e Miles Bridges hanno giocato in maniera incredibile, con gran precisione ed efficacia al tiro e riuscendo a mettere in pratica una gran rimonta. Perciò dobbiamo ancora migliorare sotto quest’aspetto: sarà una lezione da ricordare in vista delle prossime sfide, ma dovevamo vincere e lo abbiamo fatto.»

«Nel corso degli anni sono stato raddoppiato sempre con maggior frequenza dalle squadre avversarie. Mi sto abituando sempre più ai raddoppi e a doverli sfruttare al meglio a vantaggio della squadra, trovando le giuste letture e i tagli dei miei compagni. Loro hanno fatto un gran lavoro realizzando i canestri, ovviamente. Ciò in cui posso ancora migliorare, in vista del resto della stagione, è il mio playmaking.»

«Non sappiamo per quanto dovremo fare a meno di Vando. In passato è già stato parecchio assente e siamo ancora privi di Gabe e Cam, che si è infortunato ancora. Ma dobbiamo avere una next-man mentality: chiunque vada in campo deve dare il massimo. Da tutta la stagione affrontiamo questo problema e ci stiamo abituando a rendere le necessità delle virtù. Dobbiamo portare questa positività ad LA in vista delle prossime sfide.»

The Brow poi ha parlato degli aspetti positivi da trarre dal road trip in vista del prosieguo stagionale, soffermandosi sull’importanza della fase difensiva ed i miglioramenti da apportare. AD ha inoltre sottolineato il boost ottenuto dal ritorno di Rui Hachimura e parlato di come lo stile di gioco gialloviola sia adatto alle sue caratteristiche.

«Usciamo da questo road trip ancor più consapevoli di potercela giocare contro qualsiasi team in NBA. Sappiamo che concentrandoci sui nostri obiettivi riusciamo ad affrontare alla pari chiunque. Abbiamo perso due partite che potevamo tranquillamente vincere giocando meglio difensivamente e in maniera più efficiente in fase offensiva.»

«Dovevamo migliorare alcuni aspetti comunicativi e consolidare la fase difensiva, serrando i ranghi e giocando in maniera compatta. Sentivamo che quelle partite c’erano sfuggite di mano e ci siamo messi a lavoro per fare in modo che ciò non si ripetesse. Sappiamo dove può arrivare questo roster quando ha ben chiari i propri obiettivi. Rui ci ha concesso di avere molto vantaggio in vari mismatch, che siamo riusciti a sfruttare. Per noi è molto importante la sua presenza.»

«Per me è divertente riuscire a stoppare i miei avversari. Ovviamente lo è ancor di più quando riesco a prendere rimbalzi e fare canestro. La nostra identità di gioco mi permette di divertirmi giocando. Come ho detto, alla fine del terzo e nell’ultimo quarto abbiamo un po’ perso le redini, ma quando imponiamo il nostro ritmo, passandoci molto il pallone, è davvero divertente, sia da osservare dalla panchina, ma ancor di più farne parte.»

Infine, Anthony Davis ha parlato dello stile di gioco dei gialloviola in vista del finale di stagione e di un’icona del basket losangeleno come Kobe Bryant:

«So che le squadre mi raddoppieranno spesso, soprattutto ai Playoff, ed io dovrò riuscire ad essere produttivo nel playmaking in post. I miei compagni miglioreranno nei tagli senza palla ed io dovrò essere abile a leggere quei movimenti. Abbiamo molte opzioni di gioco quando il pallone giunge in post, non solo con me ma anche con LeBron e DLo, a volte anche Rui. Perciò non siamo forzati a dover dipendere solo da me e Bron. Dovremo fare le giuste letture, i giusti movimenti e metter dentro i canestri in vista del finale di stagione.»

«Studio sempre i nostri avversari in sala film, per comprendere in anticipo le loro caratteristiche in post e sul perimetro e comportarmi di conseguenza. Comprendere se attaccheranno direttamente da chi conduce il gioco o dal perimetro. Una volta comprese certe cose, so come comportarmi e dove farmi trovare per rendere al meglio.»

«Per me è stato molto importante aver giocato subito dopo la dedica della statua in onore di Bryant. Una sensazione ed un livello di emozioni tale da essere difficile da descrivere a parole. Per me è molto importante che si sia discusso di un possibile cambio del logo, con la sua silhouette. Kobe è stato come un fratello maggiore per me, avendo giocato con lui da giovane ai Giochi Olimpici. Averlo al mio fianco è stato fondamentale: mi ha trasmesso parecchio nel modo di interpretare le partite, nella visione del gioco e della vita. Giocare per i Lakers, di cui ha onorato la maglia oltre a creare una legacy eterna, mi da una sensazione indescrivibile.»

💬 D’Angelo Russell: «Non do retta alle voci di mercato»

Anche D’Angelo Russell ha rilasciato le proprie opinioni alla stampa nel post gara. Autore di un’ottima prestazione da 28 punti (10/21 dal campo con 5/12 dall’arco), 4 rimbalzi, 6 assist e 1 recupero, DLo ha iniziato la sua finestra mediatica parlando dei risultati ottenuti nel road trip appena concluso, ribadito l’importanza del ritorno di Rui Hachimura e dei continui rumors in vista della trade deadline.

«Penso che un aspetto comune delle nostre ultime vittorie sia un approccio solido alle partite. Ed anche un grande apporto dalla second unit. Abbiamo disputato un buon terzo quarto, offensivamente. Tutto sommato definirei il risultato di questo road trip come solido, concreto.»

«Tutti noi sappiamo di cosa sia capace Rui. La sua presenza in quintetto ha un’influenza positiva su tutta la squadra, per via della sua attenzione al dettaglio in ogni giocata. Offre un grandissimo apporto con il suo atletismo, abilità al tiro da oltre l’arco, catturando rimbalzi in entrambe le fasi e difendendo molto bene in svariate situazioni. Lo conosciamo e sappiamo cos’aspettarci da lui: sta facendo molto bene e mi auguro possa continuare a farlo.»

«Posso gestire la pressione, ma non posso gestire il mio destino. Sono consapevole che il mio contratto sia molto appetibile per quanto riguarda possibili trade. Non potendo farci molto al riguardo, cerco di non dare importanza a tutto ciò.»

DLo ha proseguito e terminato la sua conferenza soffermandosi sulla propria indifferenza riguardo le voci di mercato, spiegando la propria filosofia e modus operandi.

«Sono già stato qui in passato e so cosa voglia dire vestire la maglia dei Lakers. Se si mantiene un certo livello di gioco, vincente, si rimane. Se si viene ceduti vuol dire che il livello di gioco non era considerato tale. Come ho detto, mi è già successo in passato e ho compreso le dinamiche di certi processi.»

«Ho cercato e sto cercando di avere un approccio ed una visione differenti rispetto al passato: come ho detto, non posso controllare il corso degli eventi e quindi cerco di non permettere alla mia mente di andare lì col pensiero, mantenendomi concentrato sul gioco e sul campo.»

«Perciò non do molto peso alle voci, ai rumors o ai possibili commenti che la gente può aver fatto di recente su di me attraverso quotidiani o social media. Non m’importa.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Giovedì 8 e Venerdì 9 Febbraio per affrontare i Denver Nuggets alla crypto.com Arena.

In copertina: D’Angelo Russell durante la gara tra Hornets e Lakers allo Spectrum Center di Charlotte. (David Jensen, Getty Images)


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