Due settimane fa l’esperienza di D’Angelo Russell ai Lakers sembrava ormai ai titoli di coda. Escluso dallo starting five dopo un mese di dicembre e un inizio di gennaio assai negativi, sfiduciato dal proprio allenatore e (forse) anche da LeBron James, disprezzato dalla maggior parte dei propri tifosi e degli osservatori esterni. Dopo i soli 19 minuti in campo nella vittoria contro i Raptors (season low) era difficile prevedere una sua rinascita in tempi brevi.

E invece, con un plot twist in pieno stile hollywoodiano, DLo si è ripreso (almeno per il momento) le chiavi del backcourt gialloviola. I numeri delle ultime otto partite parlano da soli. Dopo l’exploit da 39 punti nella sconfitta contro i Jazz, Russell sta viaggiando a: 27.5 punti e 6.4 assist di media con il 52.3% dal campo, il 54.2% da tre su nove tentativi a partita e addirittura l’83% al ferro (100%ile). In questo mini-stretch di stagione D’Angelo è stato quello che ha giocato più minuti (38 a partita) e quello con il secondo miglior Plus/Minus di squadra (+5.3). Insomma tutto fuorché un giocatore disfunzionale e fuori dal progetto tecnico.

🆙 Voglia di rivalsa

Non è facile capire dove sia scattata la scintilla. Di sicuro ha inciso la decisione di Ham di tornare indietro sui suoi passi e riportare D’Angelo nello starting five insieme al suo grande amico nella vita e sui campi da golf: Austin Reaves.

In alcuni casi il lato psicologico/motivazionale ha una rilevanza paragonabile a quello tecnico. Sono abbastanza convinto che questa rinascita improvvisa di Russell e – in misura minore – di Reaves sia dovuta alla volontà di entrambi di dimostrare ad Ham di poter giocare assieme dopo un inizio di stagione horror. Nelle prime otto partite, infatti, il Net Rating dei Lakers con DLo e Reaves in campo era addirittura di -18. Un rendimento di squadra semplicemente disastroso che ha portato l’allenatore dei Lakers a decidere di staggherarli il più possibile, facendo partire Hillbilly Kobe dalla panchina.

Da lì in poi la stagione dei Lakers, se escludiamo la parentesi felice dell’In-Season Tournament, non è andata meglio e oggi ci ritroviamo con lo stesso starting five dell’opening night e con pochissime certezze.

Le tantissime voci di mercato avrebbero poi potuto buttare Russell completamente giù e in parte lo hanno fatto (ricordate la partita tremenda contro i Bulls?). Alla fine però ha deciso di reagire mettendo in campo le sue caratteristiche migliori: la faccia tosta e l’innegabile talento offensivo.

🆕 Un nuovo (vecchio) ruolo offensivo

Il momento positivo di Russell passa sicuramente da una ritrovata aggressività nella metà campo offensiva. Come lui stesso ha ammesso in una delle ultime interviste post partita, troppo spesso quest’anno è stato deferente nei confronti di Anthony Davis e LeBron James. Complice anche un sistema offensivo post-heavy, che di sicuro non ha aiutato a far emergere le sue caratteristiche migliori, DLo è sembrato in alcuni casi esitante e timido.

Nelle ultime partite, invece, è aumentato il suo Usage (da 21% a 24%) e soprattutto sono aumentati i possessi da ball handler nel pick-and-roll. Se escludiamo un LeBron motivato e in forze, l’ex giocatore di Nets e Timberwolves è probabilmente il giocatore dei Lakers con lo skillset migliore per manipolare le difese in situazioni di pick-and-roll. Russell è un atleta decisamente sotto media (caratteristica che fa abbassare il suo rendimento ai playoff), ma possiede un tocco e un bagaglio tecnico eccellenti che gli consentono di sopperire alle lacune fisiche.

Questo pick-and-roll dentro l’area è uno dei marchi di fabbrica dei Lakers.

Fallito, almeno per il momento, l’esperimento ambizioso su Reaves, Russell rappresenta la soluzione migliore dei Lakers come scorer dal palleggio. Nelle ultime partite DLo è tornato ad avere fiducia nel proprio pullup (52% in questo stretch), sia in uscita dal pick-and-roll che soprattutto in transizione. I momenti migliori di Russell sono arrivati proprio in campo aperto, dove è sembrato completamente in-the-zone e ha contribuito ad alimentare i parziali della squadra.

Definizione di giocatore on fire.

Non esiste fotografia migliore per spiegare il momento di DLo della tripla decisiva contro gli Warriors. Dopo due orribili palle perse, che sarebbero potute costare la partita alla squadra, Russell ha avuto comunque il coraggio e l’incoscienza di prendersi un palleggio, arresto e tiro da tre in transizione invece di cercare una soluzione più comoda e ragionata. Solo due settimane fa non avrebbe neanche pensato una conclusione di questo tipo.

Unconscious.

Il suo contributo offensivo in queste ultime partite va però oltre i possessi con la palla. Ha convertito con percentuali élite le triple in catch-and-shoot (54.5%) e soprattutto si è mosso alla grande lontano dalla palla, portando blocchi, leggendo bene le difese e tagliando a canestro in maniera opportunistica.

Ottimo cross screen per far ricevere Davis in post, poi finta un flare screen per l’uscita dai blocchi di Prince e invece taglia al ferro leggendo benissimo la difesa.

In questo momento i Lakers hanno troppo bisogno del suo scoring punch e del suo playmaking. Un buon D’Angelo Russell è essenziale per alzare il floor offensivo della squadra in regular season: non è un caso che nelle ultime otto partite, quelle dell’esplosione offensiva di DLo, i Lakers abbiano segnato ben 120.8 punti per cento possessi (quinti nella lega in questo span) contro i 113.5 stagionali.

🔜 Quale futuro per D’Angelo Russell?

Questo stretch di alto livello basterà per convincere Rob Pelinka a toglierlo dal mercato? Se dovessi scommettere direi di no. La sua serie contro i Nuggets non è passata inosservata e soprattutto il contratto firmato in off season, con una player option da 18,6 milioni di dollari per la prossima stagione e la sua rinuncia alla clausola che gli avrebbe consentito di rifiutare qualsiasi trade, obbliga i Lakers a cercare una soluzione adesso per evitare di perderlo a zero in estate o di doverlo pagare anche negli anni a venire.

Al netto poi di questo ultimissimo stretch, il fit con Reaves è assai negativo nella metà campo difensiva: i Lakers, per come sono strutturati, semplicemente non possono permettersi DLo e Reaves in campo insieme ai playoff. Per questo motivo sarebbe saggio cercare adesso un’alternativa, tenendo ben presente però che non sarà per nulla semplice trovare un upgrade di D’Angelo Russell.

In copertina: …


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

Categories:

Our Podcast
Most Recent